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01 dicembre 2020

Esquire

一山之內的確可以藏三虎

In Italia, nel 2014, nel Chianti Classico è stato introdotto una nuova denominazione: la Gran Selezione. Che significato ha? Se ipotizziamo di stare dentro un ufficio di 100mq ci sarà differenza tra una postazione centrale e una postazione vicino al bagno, corretto? Lo stesso vale per i vigneti. L'unica differenza è che la fortuna decide la posizione di un uomo, per la vigna è la posizione a determinare la sua fortuna.

Se c’è una nuova denominazione, come dovrebbe essere chiamata?

In Toscana, il Chianti Classico è prodotto principalmente da uve Sangiovese, ed è molto famoso come vino.

Prima del 2014, esistevano solo due qualità di Chianti Classico: Chianti Classico e Chianti Classico Riserva. Quest'ultimo ha dei requisiti di produzione più elevati rispetto al primo.

Dal 2014 la nuova Gran Selezione, superiore alle due, è stata formalmente approvata dalla Commissione Europea. La differenza sostanziale è che il vino deve avere un invecchiamento di 30 mesi e rispettare tutti i nuovi requisiti del disciplinare (gradazione alcolica minima di 13% , le uve devono provenire dal vigneto di proprietà della cantina e imbottigliata dalla cantina stessa), solo così può essere etichettato come Chianti Classico Gran Selezione.

Lo scopo dell’introduzione della Gran Selezione da punto di vista della produzione e della certificazione, è quella di supportare la cantina a produrre il miglior Chianti Classico con le migliori uve dei migliori vigneti.

Comprendere in pieno la Gran Selezione dal punto di vista della comunicazione e del prezzo contribuirà a migliorare ulteriormente l'immagine del Chianti Classico e trasmettere consapevolezza della diversità del terroir. D'altra parte, la produzione limitata e la valorizzazione di terroir diversi rendono il vino unico. Molte aziende vinicole sono oggi attratte e interessate a produrre la Gran Selezione.

Abbiamo ricevuto 3 bottiglie di Chianti Classico Gran Selezione dalla cantina Mazzei del loro progetto “3 terroir, 3 comuni, 3 gran selezione”.

Questo progetto viene chiamato così proprio perché questi vini provengono da 3 terroir diversi, da 3 comuni diversi: Castelnuovo Berardenga, Castellina in Chianti e Radda in Chianti.

A partire dal 2017, la famiglia Mazzei vuole rappresentare i diversi terroir dei tre comuni attraverso tre diversi vini, tre bottiglie di vino per raccogliere le diversità territoriale e dar la possibilità al consumatore di avere una esperienza gustativa unica.

Le uve di Vicoregio 36 provengono dal vigneto Vicoregio di Castelnuovo Berardenga situato ad un altezza di 350 metri sul livello del mare, con un buon soleggiamento e grandi escursioni termiche tra il giorno e la notte, terreno prevalentemente argilloso e ricco di pietre alberese. Il Castello di Fonterutoli proviene da Castellina in Chianti, i vigneti sono situati in una posizione collinare medio-alta e sono aiutati dal caldo crescente della Val d'Elsa a formare un microclima unico.

I boschi sopra i vigneti aiutano a rinfrescare i vigneti di notte. Il microclima ideale, combinato con il suolo ricco di Alberse, crea un vino da una struttura meravigliosa e ricco di mineralità.

Badiòla proviene dal vigneto La Badiola situato in Radda in Chianti. Il vino è elegante e fresco, ha un sapore di frutta rossa persistente. Ad un'altitudine di 570 m, è davvero una rarità nel Chianti Classico. Il terreno è composto da Galestro e arenaria , che è il miglior terreno per la coltivazione della vite. Dal punto di vista climatico Radda è unico: durante la piena estate, beneficia della corrente fresca, la temperatura media del vigneto è anche la più bassa tra tutte le tenute della cantina.

  • Castello Fonterutoli
  • Vicoregio 36
  • Badiòla
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